da Gianni Rodari
regia di Riccardo Rombi
con Dafne Tinti e Giuseppe Losacco
grafica Tommaso Mazzoni
una produzione Catalyst
da Gianni Rodari
regia di Riccardo Rombi
con Dafne Tinti e Giuseppe Losacco
grafica Tommaso Mazzoni
una produzione Catalyst
Quel tempo rubato, che appare una concessione, una distrazione rispetto a qualcosa di sempre più importante, urgente, vitale. Che non sappiamo come usare, riempire, goderci. Quel tempo sospeso, dilatato. Quel tempo per i nostri figli, per noi. Quel tempo in cui rinasciamo guerrieri temibili, cavalieri intrepidi, perfidi maghi, creature fragili e orrendi draghi. Dove la parola riscopre la sua forza, il suo potere di animare le pietre, scacciare i mostri e risvegliare dalla morte. Da qui nasce lo spettacolo.
Dalla difficoltà, di un padre, di attingere a quel luogo segreto, ricco e sterminato, che si chiama fantasia, per poter inventarsi una favola, per condividere, con la figlia, un’emozione che duri il tempo di una telefonata.
Una riscrittura contemporanea delle “Favole al telefono” di Gianni Rodari. La storia segue le disavventure di un padre, un rappresentante di aspirapolveri stanco e spesso in viaggio, che nonostante la lontananza non rinuncia mai a raccontare una favola serale alla figlia, anche se deve farlo per telefono. Per farla addormentare con un sorriso, ogni sera inventa storie sempre più improbabili.
Solo grazie all’aiuto di un curioso personaggio riuscirà a dare il lieto fine alla favola del Soffiaspidisintegra.
età consigliata dai 7 anni